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CIVINET Italia allo Study Tour di Budapest

CIVINET Italia

Image from Isinnova by Sara Marazza

Il 25 e il 26 giugno, CIVINET Italia è andata a Budapest per partecipare al workshop “Bridging gaps: Achieving inclusivity in urban mobility”, organizzato da CIVITAS Initiative, BKK – Centre for Budapest Transport e Magyar CIVINET. L’evento ha riunito esperti, amministratori, studenti e rappresentanti della Commissione Europea per riflettere su come rendere i sistemi di trasporto urbano davvero inclusivi. 

 

Una delle discussioni più interessanti ha posto al centro l’inclusività sociale, che non riguarda solo le infrastrutture, ma l’intenzione e le scelte di chi si occupa di progettazione urbana. Spesso, infatti, le strutture sono progettate non tenendo conto delle categorie più vulnerabili, come anziani, persone con mobilità ridotta, lavoratori su turni e caregiver. 

 

Durante la prima giornata, abbiamo discusso delle difficoltà nel mantenere soluzioni inclusive, della mancanza di rappresentanza per chi ha bisogni specifici e la necessità di coinvolgere attivamente i cittadini. Tra gli esempi più virtuosi, è stato presentato il progetto “Movement without barriers” che, anche con una guerra in corso, promuove percorsi accessibili in 12 città, e l’esperienza di Timisoara in Romania, dove il dialogo diretto tra autisti e persone con mobilità ridotta ha eliminato la possibilità di rifiuto di accesso agli autobus. 

 

Nella seconda giornata siamo andati a esplorare Budapest, osservando le infrastrutture accessibili, gli spazi pedonali e le piste ciclabili verdi, a dimostrazione di come le soluzioni sostenibili possano essere replicabili e adattabili anche a città di dimensioni medio-piccole. Abbiamo discusso di come il coinvolgimento della comunità e la cura nella presentazione dei progetti rafforzino il senso di appartenenza e l’orgoglio civico nella popolazione. 

 

L’evento si è concluso con il workshop di co-creazione, nel quale i partecipanti hanno trasformato le idee condivise in azioni concrete. Il messaggio finale è stato molto chiaro: per costruire città davvero inclusive bisogna andare oltre le soluzioni standard, riconoscendo la complessità e le diverse esigenze urbane. 

 

L'esperienza di Budapest ci ha dimostrato che questo cambiamento non solo è possibile, ma è già in corso.

Author: Isinnova

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